Testimonianza del F.llo Gaetano
Tutto cominciò qualche giorno prima del mio matrimonio, Avevo la gamba destra e il piede completamente ricoperti di sangue. Ero caduto qualche giorno prima dallo scooter mentre andavo a comprare cinque chili di cozze per “farci” una bella ‘impepata…Quel giorno a casa di mio cognato Davide venne Franco un evangelico-pentecostale. Cominciò subito a parlarmi di Gesù, senza tanti fronzoli e senza nessuna sovrastruttura umana. Era un piacevole dialogare su un suo amico, Gesù il Figlio di Dio. Quell’incontro (ora lo posso affermare ) è stato decisivo. Fu il primo regalo per il mio matrimonio. Il primo regalo che io ed Agata ricevemmo. In uno scatolino senza tante pretese, una Bibbia. Versione Luzzi con custodia in pelle nera e stampata su carta avorio. Che bello, wow! Una cosa da mettere nel ‘cassetto’ del nuovo armadio.Quella Bibbia, però, non troppi mesi dopo cominciò ad urlare!Sono nato in una famiglia cattolica (mera definizione), battezzato da piccolo da un prete che poi ha lasciato il “tonacato” (si può dire?) perché aveva un figlio, in un piccolo comune dell’Isola d’Ischia: Serrara Fontana, poche anime arroccate sulle pendici del Monte Epomeo. Un’infanzia normale, con qualche lampo di genio e qualche spruzzo di vitalità mi ha fatto compagnia in un cammino comune a tanti altri .L’ambiente in cui sono nato ha certamente contribuito a farmi diventare quello che poi Gesù ha cambiato in me. Sì, hai letto proprio bene, quello che Gesù ha cambiato. Orgoglio, culto dell’io, lingua senza controllo, poco rispetto verso gli altri , hanno fatto per trent’anni da contraltare ad un sentimento buono e riservato. Vivevo decisamente molto lontano dall’umiltà e dalla semplicità. Era importante, per me, essere al centro, era importante vincere. Il mio carattere non mi consentiva di allacciare rapporti sociali e di praticare degli hobby per potermi relazionare, decidevo io a chi mostrare il vero me, fino a quando Gesù non mi ha cambiato il cuore . Se mi piacevi ti presentavo un Gaetano disponibile, amico, vicino, generoso. Se non mi piacevi era meglio starmi lontano. Non avevo tanti problemi a manifestare quello che avevo dentro. Come tanti, purtroppo, mi sono ritrovato nella condizione descritta in Proverbi 18:2 “Lo stolto prende piacere, non nell’intelligenza, ma soltanto nel manifestare ciò che ha nel cuore”. Era una corsa ed una convinzione a mostrare quello che pensavo senza “usare intelligenza”. Neanche quell’intelligenza del comune vivere civile o del buonismo diffuso che, ancora oggi, continuo a condannare.Una visione proiettata a considerare la mediocrità un male e l’umiltà una sconfitta. Devo essere sincero, ancora oggi la mediocrità non mi piace. Poi, se vogliamo tradurre mediocrità con un atteggiamento tiepido lascio al libro dell’ Apocalisse al capitolo 3 il giudizio.( chiesa di Laodicea)Ero questo, un ragazzo del sud, un napoletano, un isolano che, comunque, aveva una sua personalità ed una sua idea chiara.Tutto normale fino a 15 anni. Poi la prima valle. A 17 anni e mezzo mi sono sposato perché era in arrivo Martina. Una tappa che ho percorso, sinceramente, con responsabilità ed anche un po’ di incoscienza. Dopo 2 anni la mia vita si è arricchita di Valeria, e con lei cominciano le ombre. I suoi problemi si accodano a quelli di un rapporto coniugale catastrofico che nel 1996 si rompe definitivamente.Passano gli anni, gli errori si sommano, la mancanza di Gesù comincia a segnare un solco profondo.Mentre il lavoro procede con soddisfazione e i risultati cominciano a farsi vedere, col senno del poi, inizia a far capolino la benedizione di Dio nella mia vita, nonostante non la riconoscessi. Con Agata, la mia vita comincia a prendere una piega diversa, bella.Gli anni procedono inesorabili, diventiamo tutti più grandi, ma sempre poveri della vera vita: la vita di Gesù.Ero convinto di vivere l’emozione della vita. Ma non sapevo cos’era la vita. Amici, conoscenti, persone che mi circondavano parlavano spesso di quel Gesù che non conoscevo, ma nessuno mi aveva detto che era morto per me e che mi amava.La somma dei giorni non mi dava mai il risultato che avevo preventivato, era sempre un’addizione sbagliata, bugiarda e cattiva. E’ la vita in questo mondo che non conosce la vera Luce. Sì, sei felice se fondi l’associazione italiana web design o ti iscrivi alla TP, o fondi la prima web-graphic-factory della tua città ma tutto questo non ti soddisfa a pieno. Avevo deciso di sposare Agata già da tempo. Ma lei si è fatta aspettare un po’. In 40 giorni facciamo tutto. Tutto, proprio tutto. Dalle partecipazioni al matrimonio è stato un baleno. Il 6 giugno dell’anno successivo è arrivato il premio del Signore: Domenico. (cfr Salmo 127:3) . Non ci siamo sposati in chiesa (cattolica) perché entrambi eravamo lontani da quella bugia su Gesù. Agata sapeva che la via era un’altra, io avevo la mia. Vivevo il vangelo secondo me, portavo avanti una teoria su Gesù tutta mia. Mi facevo male da solo e non lo sapevo.Prima di Franco mai nessuno mi avevo mostrato quello che è la buona notizia. Io avevo la mia buona notizia: fino a quando sta bene a me, è bene. Poi no.Non potevo andare troppo lontano.Dopo quell’incontro ho cominciato a vivere la mia lotta. Senza saperlo, fuggivo dalla mia Ninive, lontano dalla presenza del Signore, ma a differenza di Giona, io non lo sapevo. La lotta intestina e senza esclusione di colpi tra me e l’Evangelo di Gesù è continuata per mesi. Mentre a casa di mia moglie, piano piano, tutti accettavano Gesù come loro personale Salvatore, io continuavo a predicare la mia visione che può essere condensata in queste poche parole: “Voi ci credete ed io no. Siccome vi rispetto e non voglio prendervi in giro, lasciatemi stare”.Con discrezione, ogni volta, mi invitavano ad andare con loro in chiesa ma rifiutavo con educazione. In questo bailamme, però, la corrispondenza con Franco continuava regolare.Erano semplici sms che mi ricordavano quel rapporto amichevole con Gesù. Semplici sms che mi facevo rivivere quelle conversazioni “simple” su Gesù. Piccoli frammenti di verità. Una verità che combattevo con forza.Organizzarono un’agape. Loro si divertivano, cantavano, ridevano, erano felici. Io no! Prima me ne sono andato, poi sono tornato, poi mi sono arrabbiato, poi me ne sono riandato, poi sono ritornato. Fumavo. Fumavo. Fumavo.L’indomani, pieno del mio io, pieno d’orgoglio e di superbia scrissi una bruttissima mail a Franco. Una mail tremenda, cattiva (credo l’abbia ancora conservata nella Bibbia). Fu quello l’apice della mia lotta.Posati i miei amici libri (autore preferito Chuck Palahniuk, ed è tutto dire…) cominciai ad aprire la Bibbia.Dovevo poter rispondere a Franco e agli altri. Dovevo pur capire. Ecco il primo passo importante della mia vita. Il primo vero affare. Avevo aperto la Bibbia. Mentre leggevo qua e là, le visite dei fratelli a casa di mia suocera continuavano.Era un venerdì sera e all’ennesimo invito non rinunciai. Dopo due settimane sarei andato in chiesa. Credevo di aver messo fine a questi inviti. Mi ero detto, ci vado una volta, li faccio contenti e via… Quanto mi sono fatto contento, invece!Da quella domenica di due settimane dopo, non sono più mancato. Avevo trovato una cosa troppo bella!Negli occhi meravigliati di mia suocera e di mia cognata non potevo che leggere una gioia grande. Erano stupiti. Mi vedevano seduto in quei banchi. Erano felici. Anche io, ma non lo sapevo.Ci sono tornato, ma c’era ancora un doppio fine: volevo sentire quel parlare strano…, ero troppo curioso.Il 12 ottobre anche io ho parlato in altre lingue ed ho sperimentato il segno iniziale ed inconfondibile del Battesimo nello Spirito Santo. Una promessa che Dio ha fatto ad ogni credente e che aspetta di essere realizzata nella vita di quanti amano il Figlio di Dio: Gesù.Il Signore, nella sua misericordia aveva un messaggio per me. La prima predicazione che ho ascoltato è stata una meditazione sul versetto 5 di II Corinzi al capitolo 10: “…distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciamo prigione ogni pensiero traendolo all´ubbidienza di Cristo”. Oggi posso elevare la mia più sincera lode a “papà”.Il piano meraviglioso di Dio per la mia Vita è tutto da vivere. E’ mio. Da allora la Parola di Dio, la rivelazione della Bibbia nella mia vita è stata una vera fonte di vita. Finalmente sono libero di non fumare più. Sì, un giorno Gesù mi ha chiesto il pacchetto di Marlboro rosse e non me lo ha più ridato… Sono libero di non essere più orgoglioso. Sono libero di non voler più far vincere i miei giudizi. Sono libero di non giudicare più nessuno. Sono libero di non dover dar più conto a me stesso. Sono libero di non dimostrare più niente a nessuno tranne che a Dio. Sono libero di inginocchiarmi. Sono libero di piangere. Sono libero perché ho conosciuto la Verità (cfr Ev. Giovanni 8:32). E come Pilato, oggi mi chiedo e ti chiedo “cos’è Verità?”La verità è quell’emozione totale che non ti accusa, ma ti giustifica. E’ il risultato di un incontro: l’incontro con Gesù, la Verità.Sono trascorse, finalmente, le ore spese con Gesù, che bello, continuano a trascorrere, e nel trascorrere provi, tasti, testi, controlli, scopri, sperimenti, applichi fiducia, preghi, vivi, vieni benedetto.La lancetta grande continua il suo giro segnando secondi allegri. La Grazia all’opera largisce doni alla nostra vita. Arrivano le benedizioni, ma Dio è di più.Il giorno del mio battesimo in acqua ho letto la mia testimonianza scritta nella Bibbia. Dopo tutte queste parole di testimonianza, se veramente vuoi sapere qualcosa di me apri la Bibbia, ma aspetta ancora un attimo c’è qualcosa che ti devo dire.La cosa più difficile che ho dovuto superare non è stata la vita, ma me stesso. Gli eventi, sia quelli belli che quelli brutti sono passati senza lasciar segno, sono scivolati via su un guscio, molto graffiato, ma liscio. Una corazza che mi proteggeva e che non ha permesso a nessuno di scalfirla più di tanto. C’è sempre stato uno strato spesso di me stesso a difenderla.Deposto l’orgoglio, abbandonato l’io, ho scoperto che questa vita può essere vissuta meglio. Sì, se veramente mi volevo bene, potevo vivere meglio, da subito!
Il 27 marzo ero in bagno. Era sera. Il versetto 23 del capitolo 16 dell’ Evangelo di Matteo squarciò la mia esistenza Gesù disse a Pietro :” Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini”. Sentii freddo. Tanto freddo. Sentii dolore. Piansi. Non sapevo cosa fare. Mi alzai. sentii ancora freddo.Si fece giorno. Ero felice. Corsi da mia cognata: pregammo! Vidi nei suoi occhi ancora più gioia. Chiamai Franco e, finalmente, gridai : “Gesù è con me”.
Gridalo anche tu.
Pace, Gaetano Di Meglio
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