Testimonianza del fratello Antonio Lanza
 Sono nato in una famiglia cristiana, il Signore ha cominciato l’opera nella mia famiglia con la conversione di mia nonna Carmela e in seguito mia madre Filippina. La mia famiglia era formata da otto persone: cinque figli di cui tre femmine e due maschi i miei genitori e mia nonna. Abitavo in un quartiere di case popolari a Corsico, ricordo che fino all’età di 12 anni mia madre mi portava con lei nella chiesa evangelica, frequentava la comunità di Corsico, non andavo molto volentieri. Ogni domenica andavo con mia madre e mia nonna ma per loro volontà. Nel quartiere dove abitavo era abbastanza difficile viverci c’era molta delinquenza, di conseguenza se non volevi essere preso di mira, dovevi essere uno di loro, così mi distaccai dai sani valori cristiani che mi erano stati inculcati e cominciai a far parte di quel mondo, che mi attraeva sempre di più. Diventai presto un violento, ero cattivo e orgoglioso non avevo paura di nessuno mi sentivo forte e contavo su questa mia forza che mi aveva fatto emergere avendo il rispetto di tutti. Mi sentivo realizzato così andai avanti fino all’età di 18 anni, non curante di mia nonna e mia madre che non si stancavano mai di riprendermi e soprattutto di pregare per me, oggi ho compreso quanto erano importanti quelle preghiere fatte con fede, perché mi hanno allontanato da tutti quei pericoli che il mondo mi proponeva, compreso la droga. Ero diventato una persona insensibile non mi importava di nulla e di nessuno che non facesse parte della mia cerchia di amici o della mia famiglia. Ricordo le tante serate passate in giro con gli amici nelle varie discoteche di tutta Milano, giravo alla ricerca di qualcosa di nuovo senza sapere cosa, (oggi so cosa cercavo) ero come una mina vagante pronta a esplodere per una qualsiasi ragione, ricordo che tornando a casa e sdraiandomi nel letto pensavo al sabato successivo, vivendo tutta la settimana con questo pensiero,in questo modo cercavo di riempire il vuoto che era dentro di me.In quel periodo lavoravo a Milano in una carrozzeria e lì conobbi un ragazzo di nome Paolo, era il contrario di quello che ero io, aveva dei valori era il cosiddetto “bravo ragazzo”, incominciammo a frequentarci e diventammo amici. Io non sapevo cosa il Signore aveva in serbo per me, ma così facendo mi distaccai da quelle compagnie che mi avrebbero portato alla distruzione morale e fisica, come poi successe alla maggior parte dei miei amici.Il mio amico Paolo frequentava una ragazza di nome Grazia, me ne parlava molto bene, la mia considerazione delle ragazze non era molto bella, forse perché fino a quel momento avevo frequentato solo un certo tipo di ragazze, e non credendo a ciò che mi raccontava di lei, volli fare con lui la scommessa che sarei riuscito a portargliela via, premetto che la prima volta che la vidi pensai che non era il mio tipo.
Io ero abituato a soggetti molto appariscenti, ma il Signore stava preparando la via della salvezza per lei e per me, vi potete immaginare come andò a finire la scommessa. La prima cosa che notai subito in lei, era la sua spontaneità, la sua allegria era sempre con il sorriso e poi mostrava amore, cosa che a me mancava. Così frequentandoci cominciai a legarmi molto a lei, mi piaceva a tal punto che volli farla conoscere alla mia famiglia. È piaciuta subito a tutti tranne mio padre che la criticava, ma io non mi arresi, desideravo la loro approvazione perché lei doveva far parte della mia famiglia. Per ottenere l’appoggio di mia madre pensai di portarla in chiesa sapendo che le avrebbe fatto piacere, per me fu un grosso sforzo mi sentivo molto a disagio, ma al contrario la Grazia, rimase affascinata.
Ricordo che aveva un viso risplendente e ancora più gioioso. Io non capivo ciò che stava accadendo in lei, perché io non provavo nulla.
A fatica cominciammo a frequentare i culti la domenica e questo perché io non ne volevo sapere . il Signore stava lavorando nel cuore della mia ragazza, si era rivelato in lei fortemente al tal punto che cominciò a cercare sempre di più la presenza di Dio studiandosi di fare sempre di più la Sua volontà. Cosa che io non avevo nessuna intenzione di fare. Incominciarono le incomprensioni e i litigi, perché io volevo andare in discoteca mentre lei preferiva andare in Chiesa e stare con i fratelli.Ormai quel mondo che frequentavamo prima insieme non gli apparteneva più, io non sentivo ciò che provava lei e quindi non capivo cosa gli stesse succedendo, non riuscivo a farmene una ragione.Premetto che Grazia mi amava molto, ogni sera dovevamo vederci anche solo per pochi minuti, altrimenti mi teneva ore al telefono fin quando non era riuscita a convincermi, cosa che succedeva sempre, questo per far comprendere quanto ci teneva a me. Una sera andammo a trovare mia sorella Carmen e mio cognato Mosè.Il discorso era sempre concentrato nello stesso argomento: la chiesa, servire il Signore e ricevere le sue benedizioni, io ormai stufo di tutto questo, quando uscimmo da quella casa gli feci una domanda che cambiò la mia vita, gli chiesi di fare una scelta tra me o il Signore. Lei con fermezza mi disse che mi voleva molto bene ma che non poteva più fare a meno del Signore, ripetendo poi la domanda la risposta fu la stessa.Sconcertato e arrabbiato da questa risposta l’accompagnai a casa senza dire una parola, lei cercava di spiegare il perché, voleva farmi comprendere il motivo, ma ero così accecato che non sentivo e non dissi nulla.Arrivato a casa incominciai a ragionare pensando alla serata ma non riuscivo a comprendere quella decisione presa dalla mia fidanzata, conoscendo i suoi sentimenti per me, non capivo. Ma quella sera feci qualcosa che non avevo mai fatto prima, chiesi aiuto a Dio mi inginocchiai e cominciai a pregare il Signore chiedendoGli di rivelarsi anche nella mia vita. Andai a Lui con un cuore sincero e pentito e il Signore non tardò, mi benedisse grandemente quella sera e incominciò a cambiare il mio cuore. Premetto che il Signore dovette lavorare tanto nella mia vita per potermi cambiare e ancora sta lavorando. Ringrazio Dio per questo onore che oggi ho di far parte del suo popolo, grato a Lui per ogni suo bene ricevuto.Queste sono le opere che Dio fa sono 22 anni che ho accettato il Signore, le prove non sono mancate, ma le benedizioni che Lui mi ha dato sono state di gran lunga maggiori. Di tutto questo do Gloria e Onore a Dio, il Signore sia lodato.
Antonio Lanza |