Amazing Grace è uno degli inni più amati nelle Chiese Cristiane Evangeliche.Pur non trattandosi propriamente di uno spiritual, bensì di un inno, la sua fama lo ha portato ad essere interpretato da numerosi cori e solisti gospel e a diventare uno dei più celebri canti popolari del mondo.Nonostante fosse stato composto proprio da un ex mercante di schiavi di colore è l’inno più cantato nelle assemblee liturgiche delle chiese afro-americane L’autore, John Newton (1725 - 1807), ministro della chiesa d'Inghilterra, scrisse questo semplice inno, probabilmente sulle note di una tradizionale ballata irlandese.Il testo si ispira al seguente passo biblico : “Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori.” (Efesini 2:8-9); Amazing Grace riflette la storia della vita dell'autore: sua madre morì quando John aveva sei anni; dopo qualche anno di studi classici, già a undici anni egli si trovò sul mare con il padre marinaio. A diciassette entrò come soldato nella Marina Britannica. Frustato e messo ai ferri per cattiva condotta, venne venduto ad un colono della Sierra Leone.
Abbandonata ogni pratica religiosa, divenne ateo e godeva nello scandalizzare la gente con atteggiamenti dissacratori.
Sfuggì alla schiavitù imbarcandosi su una nave di passaggio e, da marinaio semplice, divenne capitano di un’imbarcazione. Fra il 1750 e il 1756 avrebbe intrapreso tre viaggi su piccole navi che esercitavano la tratta degli schiavi.
Più tardi, di se stesso scrisse:
"Durante il tempo in cui ero occupato nel commercio degli schiavi, io non ebbi mai il minimo scrupolo in quanto alla legittimità di tale traffico. In generale io ne ero soddisfatto, come di una cosa che la Provvidenza stessa mi aveva destinato, sebbene per molti riguardi era lungi dall'essere di mia scelta…Io considerai me stesso come una specie di carceriere o di guardiano e alle volte ero disgustato di un impiego dove non si trattava d'altro che di ceppi, catene e ferri.
Innamoratosi di Mary Catlett, che più tardi divenne sua moglie, iniziò poco a poco a riavvicinarsi alla fede dedicando un'ora ogni sera alla preghiera e obbligando i suoi marinai, la domenica, a pregare insieme.
Nel tentativo di conciliare la sua attività di mercante di schiavi con l'adesione alla fede cristiana, John Newton si sforzò di rendere meno drammatiche le condizioni di vita dei poveri uomini trasportati sulla sua nave, ma infine si rese pienamente conto dell'impossibilità di conciliare le due cose e rinunciò alla tratta degli schiavi.
Per motivi di salute fu costretto a ritirarsi dal servizio in mare e divenne "sorvegliante della marea" al porto di Liverpool. Il suo lavoro consisteva nell'ispezionare le navi che entravano nel porto. In quegli anni John Newton sviluppò un profondo interesse per le cose spirituali e sentì la vocazione al servizio pastorale. Non possedendo un titolo di studio adeguato, per diventare pastore dovette superare l'opposizione dei vescovi della Chiesa d'Inghilterra, e fu solo grazie all'intervento di un amico influente che ottenne di guidare la chiesa di Olney.Naturalmente non perse mai i suoi bruschi modi marinareschi, ma la sua cordialità e la franchezza nel predicare gli guadagnarono molti amici e lo fecero stimare dai fedeli. Pubblicò vari opuscoli, fra cui nel 1788 i Pensieri sulla tratta degli schiavi africani, in cui confutava le argomentazioni dei mercanti di schiavi , e scrisse i testi di diversi inni che poi raccolse nel volume Olney Hymns, uno dei più importanti contributi ai cantici evangelici.Dopo diciassette anni di servizio ad Olney, divenne pastore della chiesa londinese di St.Mary Woolnoth, dove rimase ventisette anni, fino alla morte.Sulla tomba di Newton sono incise le seguenti parole, da lui stesso dettate poco prima di morire:"John Newton, ecclesiastico, un tempo un infedele e un libertino, servo degli schiavisti in Africa, fu, per grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, conservato, redento, perdonato e inviato a predicare quella Fede che aveva cercato di distruggere". John Newton riconobbe sempre il suo profondo stupore nell'essere divenuto strumento nelle mani di Dio e diventò un predicatore ammirato proprio per la sua capacità di individuare nella Bibbia le orme della volontà di Dio che così evidentemente si era manifestata nella sua vita. Poco prima di morire, di fronte al consiglio di ritirarsi dal servizio per motivi di salute e perché ormai colpito da semicecità e perdite di memoria, Newton disse:"La mia memoria se ne è quasi del tutto andata, ma ricordo due cose: che io sono un grande peccatore e che Cristo è un grande salvatore".La storia di quest’uomo ci fa capire come Dio è potente da trasformare i cuori degli uomini e farli diventare uno strumento di diffusione del messaggio dell’Evangelo.La Bibbia afferma che Iddio:” è Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo” (Efesini 3:20)Con la sua epistola agli Efesini, Paolo servo di Dio salvato e trasformato dal Signore fu di grande ispirazione a John Newton benché proprio Paolo scrisse di se stesso:” Certa è questa parola e degna d'essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo.” (I Timoteo 1:15)
Franco Calise
Ascolta il brano musicale
Leggi qui di seguto le altre meditazioni
|