
Leggendo un calendario evangelico ho notato un trafiletto nel retro della pagina e vorrei condividerlo con voi. A prima vista sembra una critica e un’accusa su “certe stranezze” che vediamo intorno a noi ma poi l’articolo porta alla riflessione su alcuni aspetti della vita quotidiana del credente. Ecco il testo:
Strano che un biglietto da 10 euro sembri tanto grande quando diamo un’offerta, ma tanto piccolo quando siamo alla cassa del supermercato.
Strano quando possano essere lunghe due ore quando siamo seduti in chiesa e quanto siano brevi quando siamo a una festa.
Strano che siamo contenti se in una partita di calcio si va ai tempi supplementari, ma ci infastidiamo se un culto la domenica dura più del solito.
Strano quanto ci riesce difficile leggere un capitolo della Bibbia e quanto ci riesca facile divorare un romanzo.
Strano quante persone vanno a un concerto e vogliono sedersi in prima fila, ma in chiesa preferiscono l’ultima.
Strano che sia impossibile trovare il tempo per partecipare a una riunione, un’evangelizzazione, conoscendo la data con largo anticipo, mentre per le altre cose il tempo salta fuori spontaneamente.
Strano che i genitori si preoccupino tanto per le lezioni a scuola, ma poco per quelle alla scuola domenicale.
Strano che tutti vogliono andare in cielo senza dover fare niente qui sulla Terra.
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. (Vangelo di Matteo 7:21)
Franco Calise |